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DA BERE

La patria mondiale del vermentino

Con i suoi 3900 ettari di vigneti, la Sardegna stacca Toscana e Corsica, che con 1150 ettari ha la leadership francese. L'assessore regionale promette un ulteriore valorizzazione.

Redazione
venerdì 11 aprile 2014 18:16

In Sardegna si producono 20 milioni di bottiglie di vermentino
In Sardegna si producono 20 milioni di bottiglie di vermentino

Può sembrare strano pensare che la Sardegna, un'isola, abbia da sempre preferito la cucina di terra a quella di mare. Eppure è la verità, come è vero che il suo vino più famoso e apprezzato non è un rosso, che ben si abbinerebbe coi sapori forti che la contraddistinguono, ma un bianco. Stranezze tutte isolane, dove da sempre si beve cannonau, ma dove a riscuotere i maggiori successi, ben oltre i confini regionali, è il vermentino, ormai a pieno titolo il bianco numero uno in Italia.

Se ne è parlato nei giorni scorsi in un convegno durante l'ultima edizione del Vinitaly. È emerso che con i suoi 3900 ettari, la Sardegna non è soltanto la regione con la maggiore estensione di vigneti a livello nazionale, ma è addirittura il maggior produttore mondiale. L'isola è insomma la vera patria del vermentino. Nettamente staccate la Toscana, con 1000 ettari, e la Corsica, che con 1150 ettari ha la leadership francese. In Sardegna si producono oggi quasi 20 milioni di bottiglie, un'ascesa costante spiegabile anche con il particolare carattere che differenzia la varietà isolana da quelle lavorate oltremare.

Il vermentino sardo ha infatti delle caratteristiche comuni riconducibili all'insularità, ma allo stesso tempo assorbe le peculiarità delle varie sub regioni. Che siano le rocce granitiche della Gallura, le ventose scogliere algheresi o le dolci colline del cagliaritano, il vitigno ne assorbe la bellezza per tramutarla in qualità. Trova insomma nell'isola la sua dimora ideale e si lega in maniera inscindibile col territorio. D'altronde parliamo dell'unica regione a vantare la DOCG e una DOC 'Vermentino di Sardegna' che copre l'intera superficie isolana.

Le potenzialità del vitigno, ormai utilizzato anche per la produzione di spumante e passito, sono state sottolineate durante il convegno anche da Lucio Caputo, presidente dell'Italian Wine e Food Institute di New York. Un assist subito raccolto dall'Assessore regionale all'agricoltura, di fresca nomina, Elisabetta Falchi. L'esponente politico ne ha infatti promesso un ulteriore valorizzazione, defininendolo, assieme al Cannonau, «il biglietto da visita della Sardegna nel mondo». Precisando che assi nella manica l'isola ne avrebbe tanti, il massimo sfruttamento delle nostre eccellenze è il giusto obiettivo perché si possa presto ridare il sorriso a una terra da troppo tempo, e verrebbe da aggiungere quasi inspiegabilmente viste le potenzialità, in balia della crisi.

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