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DA BERE

Samak, scelgono i non vedenti

La Cantina sociale di Samugheo lancia una nuova grafica sulla bottiglia del suo vino: l'etichetta tattile può essere letta anche dai ciechi.

Redazione
lunedì 24 marzo 2014 15:04

La nuova etichetta del vino Samak
La nuova etichetta del vino Samak

Arriva da una cantina storica ma rilanciata recentemente un'idea nuova che avvicinerà i non vedenti alla cultura del vino. La cooperativa che gestisce la Cantina sociale di Samugheo ha infatti deciso di dotare di etichetta tattile le bottiglie del suo vino Samak. Gli ipovedenti potranno quindi riconoscere autonomamente la tipologia merceologica, leggendo direttamente di che vino si tratta.

Antonio Cocco e Fabiola Deidda, dirigenti della cooperativa del Mandrolisai, hanno spiegato che la novità è stata suggerita proprio da una donna priva della vista: <Come posso percepire il nome, i segni, il simbolo?>. La risposta non era poi così complicata: leggendolo con l'apposito alfabeto. Solo che sinora nessuno ci aveva pensato. Dalle parole si è quindi passati ai fatti. La nuova grafica con scrittura Braille caratterizzerà il Samak. Il nome del vino e l'anno saranno infatti realizzati con la tecnica di stampa a rilievo. La nuova etichetta, la cui progettazione è opera dell'agenzia Kiwi adv, sarà celebrata donando la prima confezione all'Unione Ciechi di Oristano.

La cantina di Samugheo era molto attiva negli anni Settanta e Ottanta. Poi dopo qualche decennio di appannamento pochi anni fa è stata rilanciata grazie al coraggio e alla tenacia di una cooperativa con Cocco alla presidenza. Vino di qualità per dare lustro alla tradizione, un nome, Samak, che trae ispirazione dal territorio d'origine. Se infatti la tradizione vuole che il toponimo Samugheo derivi dalla chiesa dedicata a San Michele, in spagnolo San Miguel, c'è anche l'ipotesi fenicia, nella cui lingua Samach indica il pilastro, il punto d'appoggio, ma anche, in senso figurato, qualcosa di fermo, un luogo sicuro.

Questo significato è piaciuto a soci della giovane cooperativa che l'hanno voluto per ispirare il proprio lavoro e il proprio percorso. Un'accezione insomma particolarmente adatta per il modello di produzione a gestione condivisa: il punto d'appoggio per l'attività economica dei soci. E ora a sua volta la cooperativa vuole essere un punto di riferimento per gli sfortunati ragazzi costretti a 'vedere con le mani'.

La cantina di Samugheo ha intenzione di presentare meglio la nuova etichetta durante un incontro apposito, alla presenza degli organi di informazione, del Comune di Samugheo, della Camera di Commercio di Oristano e dell'Associazione Sommelier. E chissà che in futuro la scelta samughese non possa diventare consuetudine. Per i non vedenti sarebbe un motivo in più per avvicinarsi al mondo dell'enologia.

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