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Il Fai risveglia l'esercito di Mont'e Prama

Il 22 e il 23 marzo le enormi sculture nuragiche saranno in mostra a Cagliari e Cabras in occasione delle 'Giornate di primavera' del Fondo Ambiente Italiano.

Vito Cogoni
mercoledì 19 marzo 2014 14:36

La locandina dell'iniziativa del Fondo Ambiente Italiano
La locandina dell'iniziativa del Fondo Ambiente Italiano

Quando in una collina dell'alto-oristanese quel contadino intento a zappare la propria terra trovò qualcosa che impediva al suo aratro di procedere nel lavoro non poteva immaginare di essere protagonista di una delle più sensazionali scoperte archeologiche di sempre in area Mediterranea. Erano immobili guerrieri, enormi statue in pietra arenaria, possenti vestigia dell'antichità. Erano i Giganti di Mont'e Prama. Fa raccapricciare pensare che correva l'anno 1974, allo stesso tempo mette tristezza. Perché ci sono voluti 4 decenni per arrivare al giusto tributo, quasi 40 anni per cominciare a valorizzarli. Dopo vicende alterne di ritardi, polverosi scantinati e restauri, nel prossimo weekend grazie al FAI la comunità sarda avrà la possibilità di apprezzare di cosa erano capaci i propri avi in epoca nuragica.

Sabato 22 e domenica 23 marzo sono infatti le date scelte per 'Le giornate di primavera del Fondo Ambiente Italiano'. È una festa di partecipazione popolare, giunta alla XXII edizione, che vuole esaltare la bellezza della cultura e dell'ambiente e che ha già coinvolto più di sette milioni di persone. Quest'anno l'evento è dedicato all'Imperatore romano Augusto, in occasione del secondo millennio della sua morte. '2 giorni per ammirare l'Italia, 365 per salvarla' recita il sottotitolo dell'evento, con tono un po' polemico un po' celebrativo. Saranno 750, nello 'stivale' e sulle isole, i tesori spesso chiusi al pubblico che potranno emozionare i visitatori riportandoli alle radici della propria identità. Chiese, palazzi, archivi storici, aree archeologiche, giardini, carceri, parchi ed eremi visitabili a contributo libero grazie all'impegno dei volontari FAI.

Numerosi anche nell'isola i siti aperti per l'occasione. Il maggiore punto d'attrazione sarà però il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, scelto come sede della mostra 'Mont'e Prama e il potere delle immagini. Pugilatori, arcieri, guerrieri e modelli di nuraghi: la scoperta della statuaria monumentale della civiltà nuragica'. Oltre 5mila frammenti, il più pesante dei quali supera i 200 kg, furono recuperati nella collina da cui hanno preso il nome le sculture. 15 teste e 27 busti, statue alte sino a 2.5 metri che esprimono le ormai indiscusse capacità della civiltà nuragica e che grazie ai prossimi studi ancora tanto diranno sul nostro passato.

L'apertura della mostra nel capolougo è fissata per le 10 e prevede il contributo degli 'apprendisti ciceroni', i ragazzi delle scuole che si presteranno per l'attività di divulgazione. Sempre il 22 è previsto anche il 'ritorno a casa' di alcuni dei giganti. Alle 17 infatti sarà aperta anche una mostra parallela a Cabras, presso il Museo civico 'Giovanni Marongiu', che punta sull'esposizione di sei dei guerrieri dell'esercito di pietra. Il percorso museale sarà completato da altri reperti provenienti dalla penisola del Sinis, la zona di rinvenimento delle maestose statue.

Non solo Cagliari e Cabras però. Per le due giornate il Fai propone infatti in Sardegna l'apetura di tanti altri siti interessanti. Come ad esempio la chiesa di Santa Maria degli Angeli di Perfugas, che custodisce il Retablo di San Giorgio, il più grande dell'isola con le sue 52 tavole. O l'ottocentesco carcere San Sebastiano di Sassari, dismesso di recente grazie al trasferimento dei detenuti nella nuova struttura di Bancali. A Nuoro invece spazio all'ambiente per la riscoperta degli antichi sentieri dell'Ortobene, che dopo la pacifica occupazione dei pellegrini per la processione al Redentore si prepara a una nuova piacevolissima invasione.

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