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GENERAL

I candelieri ufficialmente patrimonio dell'Umanità

Alla presenza del sindaco uscente Ganau, consegnato a Sassari il sigillo che inserisce la Festha Manna nella Rete italiana delle grandi macchine a spalla.

Vito Cogoni
venerdì 14 marzo 2014 18:32

I candelieri durante la processione di agosto
I candelieri durante la processione di agosto

Dopo l'ufficializzazione del riconoscimento dello scorso dicembre a Baku, in Azerbaigian, nei giorni scorsi è arrivata anche la consegna ufficiale, a Sassari, del documento Unesco: la festa dei Candelieri, facente parte della Rete delle grandi macchine a spalla italiana, è ormai diventata Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Alla presenza dei gremianti e del presidente dell'Intergremio "Città di Sassari", Salvatore Spada, la consegna del sigillo ha chiuso il cerchio di un percorso iniziato nel 2006 da Patrizia Nardi, referente del progetto.

La Faradda di li Candareri, o discesa dei Candelieri in italiano, si tiene ogni anno il giorno prima di ferragosto. Si tratta di una processione danzante, durante la quale vengono trasportate delle grandi colonne di legno che rappresentano simbolicamente dei ceri. La tradizione è legata al voto fatto dalla città con l'Assunta perché la salvasse dalla peste, e riprende antiche usanze della Repubblica di Pisa, in epoca medievale molto influente nel Giudicato di Torres. Essendo la festività cittadina più sentita, si è arricchita nel corso dei secoli di diverse cerimonie collaterali, come la Discesa dei Piccoli Candelieri e l'Arrostita dei Candelieri.

La Festha Manna, come la chiamano a Sassari, era stata già insignita del titolo di Patrimonio d'Italia per la tradizione. Ora questo nuovo riconoscimento che a onor del vero premia l'intera 'Rete italiana delle grandi macchine a spalla'. Insieme ai candelieri ottengono infatti il sigillo anche i Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, con cui i turritani hanno operato sinergicamente.

Oltre alla Nardi, che ha creduto fortemente nella necessità di dare una maggiore tutela a quello che considera un patrimonio sociale oltre che culturale, erano presenti alla cerimonia Gianni Bonazzi, direttore dell'ufficio patrimonio Unesco del Mibact, e il quasi ex sindaco di Sassari Gianfranco Ganau. Per il neoconsigliere regionale si è infatti trattato dell'ultima uscita ufficiale con la fascia tricolore. L'emozione era visibile e comprensibile: «Ho guidato Sassari per nove anni - ha spiegato il primo cittadino -, ne sono orgoglioso. Nove discese dei candelieri che rimarranno dentro il mio cuore».

Sassari però non vuole fermarsi qui. Col riconoscimento appena ottenuto si punta a creare ulteriore valore. Già si parla infatti dell'opportunità di stampare un francobollo commemorativo, di pubblicizzare la Rete in porti e aeroporti, di portarla all'Expo 2015 di Milano, di inserire le grandi macchine a spalla nei programmi di studio dell'Erasmus. Grandi progetti per una grande festa. O, meglio, per una Festha Manna.

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Commenti
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