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Tuvixeddu, Italia strigliata anche dalla Francia

Il quotidiano francese Le Figaro dedica ampio spazio alla drammatica situazione di Pompei e tra i siti nostrani da allarme rosso inserisce anche la necropoli fenicio-punica.

Redazione
sabato 8 marzo 2014 14:06

Il colle di Tuvixeddu è situato tra Sant'Avendrace e San Michele.
Il colle di Tuvixeddu è situato tra Sant'Avendrace e San Michele.

L'Italia è un paese fondato sulla cultura, ha costruito la sua storia sulla cultura ed è famosa, apprezzata, persino invidiata nel mondo per la cultura. Tuttavia oggi sembra quasi l'abbia dimenticato. La crisi economica mondiale e quella ancora più avvilente del nostro paese di certo non ha aiutato nello sviluppo di politiche per difendere e sostenere l'ingente ricchezza artistica del Belpaese, ma ora c'è la necessità di cambiare pagina, usare questo potenziale per combattere la disoccupazione, in sostanza rilanciare gli investimenti nell'educazione e nella valorizzazione del patrimonio. La strigliata, la 'romanzina' arriva questa volta dalla Francia, con il quotidiano Le Figaro che in un ampio articolo ha sottolineato tutte le situazioni nostrane da 'allarme rosso'.

Chi sta al potere sembra quasi 'fare finta' di saperlo. Tante parole e pochi fatti per i politici che da anni sostengono di voler lavorare in questa direzione, senza però poi tramutare le parole in fatti. I risultati concreti sono pochi, le storture e le carenze ancora tante, troppe. L'ennesimo crollo di pochi giorni fa a Pompei è purtroppo l'ennesima conferma: è bastato un temporale per provocare un cedimento nel Tempio di Venere, nonostante fosse già stato puntellato, e un altro in una tomba della necropoli di Porta Nocera, in un muro di 1.70 metri che avrebbe potuto causare danni anche ai visitatori.

La lista francese non dimentica la Sardegna: include infatti anche la necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu. Pare quasi un'eresia pensare che la più grande necropoli fenicio-punica ancora esistente nel bacino del Mediterraneo non sia usufruibile dai cagliaritani e dai turisti. Potrebbe essere un'ottima fonte di richiamo per i visitatori, potrebbe, anzi dovrebbe, essere Il (la maiuscola è voluta) biglietto da visita della città. E invece versa ancora in stato di semi-abbandono, con la Regione che, dopo lo stop ai lavori imposto dalla Giunta Soru, si ritrova a dover addirittura pagare un mega risarcimento all'imprenditore che nel colle vorrebbe realizzare un vasto progetto immobiliare.

Con il municipio travolto dall'eruzione e la necropoli fenicio-punica dell'isola il quotidiano francese cita anche Villa Adriana di Tivoli, la Domus Aurea di Roma, Volterra, i palazzi reali di Caserta e Carditello, la cittadella di Alessandria, i templi di Agrigento, il sito di Sibari e persino le biblioteche Brera di Milano e Girolamini di Napoli. Insomma una lista lunga, che andrebbe invece letta nel significato contrario, ovvero come un'opportunità. L'Italia possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco: la valorizzazione di tutta quest'arte è la giusta strategia per una reale generazione di valore.

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