Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X

 
Connetti
Utente:

Password:



ARTE

S'ozastru, il patriarca verde della storia sarda

L'olivo, sito in prossimità della chiesetta campestre di Santu Baltòlu, vigila sulle montagne galluresi da più di 3mila anni: in Italia non ci sono alberi più longevi.

Vito Cogoni
martedì 28 gennaio 2014 19:44

S'ozastru ha una circonferenza di 12 metri
S'ozastru ha una circonferenza di 12 metri

Lecci, ginepri, castagni, tassi, lentischi. Sono tantissime le specie che, nascoste nei boschi o solitari sulle colline, innalzano la Sardegna nell'elite del panorama naturalistico. Abbarbicato sulle montagne granitiche della Gallura, in posizione dominante sul lago Liscia, giace ormai da millenni il patriarca degli olivastri europei: S'ozastru, come viene confidenzialmente chiamato dagli abitanti di Luras. Dai nuragici ai romani, dai bizantini ai pisani, sino a spagnoli e piemontesi, se avesse il dono della parola chissà quanti segreti potrebbe svelarci quest'albero maestoso sopravvissuto ai secoli. Una vita lunga 3, forse 4mila anni quella dell'olivastro, che sbaraglia la concorrenza non solo isolana e nazionale, ma addirittura continentale.

Si tratta di una specie tra le più longeve della Sardegna, anche per la capacità di riprendersi in condizioni estreme, ovvero quando la ceppaia è stata attaccata dal fuoco o dal gelo. Tipicamente mediterranea, trova nell'isola il suo habitat ideale e si adatta anche ad altitudini medio-alte, sino a 600 metri slm. Grazie alla compattezza del suo legno possiede anche un ottimo potere calorifico. Anche per questo i pastori utilizzavano le cavità degli esemplari più grandi come riparo. All'interno di S'ozastru, che in sardo significa letteralmente l'olivastro, detto come se lo fosse per eccellenza, sono infatti state trovate tracce del fuoco che qualcuno si azzardava ad accendere senza per questo creare danni di rilievo all'albero.

L'enorme ulivo è situato in località Carana, in prossimità della chiesetta campestre di San Bartolomeo, in sardo Santu Baltòlu (Olbia dista una quarantina di km). È una zona ricca di esemplari di questo tipo, ma solo un altro viene consigliato agli amanti della natura che visitano questa splendida realtà paesaggistica, per via dei suoi 2mila anni di vita. Tanti, ma ben mille o forse più in meno di S'ozastru, che vanta dimensioni mastodontiche: in altezza supera i 10 metri, mentre il tronco, a 1.5 metri d'altezza, raggiunge i 12 metri di circonferenza.

Le stime sull'età dell'olivastro, confermate dal Ministero dell'Agricoltura, gli hanno permesso di entrare nella lista dei 'Venti alberi secolari', uno per ogni Regione italiana, da tutelare e dichiarare Monumento Nazionale con decreto ministeriale. Inserito oggi nelle più importanti guide naturalistiche, le qualità di S'ozastru erano già ben note e apprezzate a fine Ottocento, quando il Casalis lo inserì nel suo 'Dizionario generale geografico-statistico degli Stati sardi', sottolineando quanto fossero frondosi i suoi rami e quanto per questo la pioggia facesse fatica a penetrarli. E se allora questo splendido olivastro stupiva i pastori per le sue capacità di riparo e accoglienza, oggi ammalia proprio tutti in quanto grandioso esempio di archeologia botanica, o, più semplicemente, patriarca verde d'Italia.

Torna alla Home

Powered by: