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GENERAL

La Regione promuove la cultura apistica

Nell'ambito del progetto 'Il mondo delle api' l'agenzia Laore offre un contributo alle aziende per attività di sensibilizzazione e informazione sull'apicoltura biologica.

Redazione
mercoledì 22 gennaio 2014 17:21

Il miele di eucalipto è tra i più diffusi in Sardegna
Il miele di eucalipto è tra i più diffusi in Sardegna

Dolcificante, medicina, energizzante, persino ingrediente per piatti salati... Il miele ricopre ormai da millenni un ruolo nodale dell'economia sarda. L'antica cultura agropastorale ha sempre puntato su questa produzione e la profumata macchia mediterranea l'ha di certo favorita. L'insostituibile lavoro delle api, 'accolte' un tempo all'interno di cilindri in sughero e ora in modernissimi apiari, ha fatto il resto.

Ancora oggi l'ape è spesso considerata insetto fastidioso, per i rischi di puntura che essa comporta, alla stregua di una zanzara insomma. Al contrario riveste un ruolo d'importanza vitale nell'agricoltura per il prezioso servizio d'impollinazione. Contribuisce quindi direttamente alla ricchezza e al benessere dell'uomo e un recente studio ha accresciuto le preoccupazioni per l'impoverimento del numero di esemplari, in particolare nei Paesi dell'Europa del Nord, quali Gran Bretagna, Finlandia e paesi baltici. Per fortuna l'Italia in tal senso corre controcorrente: la capacità d'impollinazione risulta infatti ancora in fase crescente.

Alla luce del suo importante valore ecologico ed economico, la Regione Sardegna vuole dar seguito alla diffusione di questa cultura e ha ora studiato un piano per favorire le attività di sensibilizzazione e informazione sull'apicoltura biologica. Il programma educativo 'Il mondo delle api', relativo all'anno in corso, si rivolge in particolare ai bambini delle scuole materne ed elementari, perché possano avvicinarsi alla cultura agricola e all'apicoltura biologica in particolare. Più concretamente si vuole invogliare i piccoli al consumo del miele e degli altri prodotti dell'alveare. Si promuovono quindi l'organizzazione di visite guidate negli apiari nonché l'illustrazione delle differenze tra apicoltura biologica e apicoltura convenzionale.

È il regolamento comunitario 1804/1999 a spiegare le difformità in proposito. Il fine ultimo è quindi quello di avere la minor quantità possibile di residui pericolosi per la salute. L'apicoltura biologica si differenzia per la qualità dell'ambiente in cui vive l'insetto e per i trattamenti che devono subire le arnie per poter produrre. Non è infatti consentita la gestione parallela di apiari convenzionali e biologici presso una stessa azienda e chi volesse fare il passaggio dal primo metodo al secondo deve sottoporre la sua dotazione a un periodo di conversione, con l'introduzione di cera biologica o di opercolo lavorata in una cereria certificata biologica.

La Regione offre quindi un corrispettivo di 2mila euro per coprire per intero i costi dei progetti: non sono infatti ammesse forme di cofinanziamento. La domanda di partecipazione deve essere inviata all'Agenzia Laore, Servizio per la multifunzionalità dell'impresa agricola e salvaguardia della biodiversità, entro il prossimo 4 febbraio. Introdurre i bambini alla cultura apistica sarebbe vantaggioso sotto tutti gli aspetti. L'eredità della produzione tipica isolana, che conosce un'importante quantità di varianti, dall'asfodelo all'eucaliptus, dal cardo alla lavanda selvatica, sarebbe favorita; la sparizione dell'insetto ape, e di conseguenza delle tantissime specie vegetali così intrinsecamente legate ad esso, sarebbe un rischio monitorato.

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