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Insieme per la Sardegna, Milano si emoziona

Si è svolto al Dal Verme il concerto di beneficenza per Bitti, travolta dall'alluvione di novembre. Davanti a Van de Sfroos, Dettori e i Tazenda un pubblico da tutto esaurito.

Vito Cogoni
lunedì 20 gennaio 2014 18:29

La locandina dell'evento
La locandina dell'evento

La sensazione più bella di essere sardi è quel senso di appartenenza che mai e poi mai ti abbandona. Lo senti dentro come se pulsasse, lo vivi intensamente ogni qualvolta vedi sventolare una bandiera dei Quattro mori, lo apprezzi con commozione non appena un accento, un profumo, una nota ti introduce in quel mondo. E proprio la musica ha catalizzato le emozioni degli oltre 1000 spettatori che hanno affollato domenica il Teatro Dal Verme di Milano. Sardi emigrati, d'origine, d'adozione, ma anche tanti altri amici dell'isola che non sono voluti mancare al concerto di solidarietà 'Insieme per la Sardegna', organizzato dall'Associazione 'Ambasciata di Sardegna' per raccogliere fondi a favore di Bitti, paese profondamente danneggiato dall'alluvione dello scorso novembre.

L'apertura della serata è stata affidata a Davide Van de Sfroos, con tanto di adesivo dei Quattro mori sulla chitarra. Una presenza che il pubblico ha subito mostrato di gradire, per la sua coinvolgente musica folk, per le tante canzoni ispirate da storie o personaggi isolani. Eppure il passaggio più bello lo ha regalato in avvio, senza note di accompagnamento, spiegando il suo rapporto con la Sardegna, il suo amore per l'isola, sbocciato quando era ragazzo e mai sopito: <È finita la notizia ma non è finito il disagio. Il teatro pieno è la testimonianza che questa serata ha un senso forte> il monito del cantautore lombardo.

Poi è toccato a Beppe Dettori prendersi la scena. Perfettamente a suo agio, il cantante sassarese ha raccontato del suo progetto Dolmen, della volontà di condividere un viaggio tra civiltà mitiche per sottolineare lo straordinario patrimonio archeologico sardo: non solo nuraghi, anche domus de janas, tombe dei giganti, menhir. Suoni che rielaborano la tradizione e la rendono viva, fruibile alla platea contemporanea: l'arpa dispensa note che profumano di Sardegna e ispirano lacrime nell'immagine della ballerina vestita a lutto. Perfetto anche l'omaggio a Maria Carta e al suo trittico, con la danzatrice ancora una volta straordinaria protagonista nell'interpretazione del ballo sardo.

Un popolo, quello isolano, che ha nella grande dignità una delle sue qualità migliori. In Sardegna non piace chiedere aiuto, tanto meno piangersi addosso. È gente di poche parole. Ma che sa benissimo cosa vuol dire la riconoscenza. La consegna dell'incasso della serata al sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini è scivolata via veloce, tra i dovuti ringraziamenti e la voglia di trasformare presto in realtà, in opere concrete, questo prezioso contributo. Dentro il teatro la temperatura era ormai altissima e l'arrivo dei Tazenda, seppur privi di Gigi Camedda frenato dall'influenza, l'ha surriscaldata ulteriormente. Il ritmo ha coinvolto la platea, incalzata dalla carica di Nite che invitava gli spettatori a saltare a ritmo di musica. Carrasecare, Pitzinnos in sa gherra, Il respiro del silenzio. Ma è forse con Madre Terra che quasi ci si smaterializzava dalla scena per contestualizzarsi idealmente nell'Isola, a casa.

In chiusura di serata i protagonisti al completo sul palco per il meritato tributo, con il regalo finale: sulle note di 'Spunta la luna dal monte' tutti a cantare: Nite, Van de Sfroos, Dettori, il pubblico, partecipe in questo senso e ancor di più sul piano emozionale. Perché non sono i sardi che abitano la Sardegna, ma è la Sardegna che abita i sardi, nel cuore.

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